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_ Alessandra Santin (2012) [nc]

I corpipaesaggio di Silvia Lepore alludono alle scelte minimali della pittura dell’estremo oriente. Ridotto al minimo ogni frammento e avvicinato come sotto la lente di un potente microscopio e acquista dignità di lettura. Si spalancano in questo modo paesaggi materici di garze e gesso, che offrono imprevisti, e suggestioni inattese. Entriamo attraverso i rari elementi segnici in universi sbiancati. All’improvviso avvertiamo la possibilità del senso e del riposo. Su linee brevi ed essenziali possiamo indugiare a lungo e dimenticare. Le opere di Silvia Lepore sono visioni aperte, dunque flessibili, esorcizzano un ricordo che forse tormenta, ritornando ancora e ancora. Nella morbida dolcezza delle dune, lo sguardo coglie armonie e segue il movimento delicato e ondulatorio di questi corpipaesaggi che accolgono e contengono.

dal catalogo di flessibilità