_ news

_ DIVAGA VESTIGIA SPARSE Pordenone 2017

Inaugurazione esposizione personale: giovedì 20 luglio 2017 alle ore 21.00 presso la sala espositiva della Biblioteca Civica, piazza XX settembre, pordenone.

Presentazione critica a cura di Paola Bristot

Dal 20 luglio al 31 agosto 2017


_ IMPERMANENZA Gorizia 2017

Inaugurazione venerdì 21 aprile alle ore 18.00 presso Biblioteca Statale Isontina di Gorizia – Galleria Mario Di Iorio, Via Goffredo Mameli, 12 Gorizia.

Presentazione critica a cura di Lara Bortolusso
Reading poetico a cura di Piero Simon Ostan
Dal 21 aprile al 9 maggio 2017


_ IL TORSO UMANO a Venezia 2016

Segnalo la mia partecipazione con la realizzazione di una pagina intitolata “Il torso umano” per il libro d’artista: I 33 nomi di Dio.

Les Trente-Trois Noms de Dieu

Essai d’un journal sans date et sans pronom personnel. Lavori originali dei testi di Marguerite Yourcenar di 31 artisti dell’Associazione VIS, della Casa di Irene, delle Vicine di Casa e della Scuola di Grafica.

Vernissage: Giovedì 24 Marzo ore 18:00

dal 24 al 29 marzo 2016

Aperta tutti i giorni del corso ‘Pasqua a Venezia’

da Venerdì 25 a Martedì 29, 09:00-18:00

Scuola Internazionale di Grafica

Cannaregio 1798, 30121 Venezia


_ NO MAN’S LAND a Pirano, Slovenia 2016

Segnalo la mia partecipazione, in collaborazione con Sandro Pellarin, alla manifestazione “Sine Linea” sulla Grande Guerra.

La video installazione “no man’s land” sarà visitabile dal 18 marzo al 3 aprile 2016

Inaugurazione: venerdì 18 marzo alle 17.30 Palazzo Tartini, Pirano, Slovenia.

Organizzazione: IoDeposito


_ PADIGLIONE TIBET a Pavia 2016

Segnalo la mia partecipazione all’esposizione collettiva per:

PADIGLIONE TIBET Spiritualità ed Arte come cibo per la mente e per l’anima. 

A cura di Ruggero Maggi. Castello Visconteo di Pavia dal 12 marzo al 10 aprile 2016.



_ biografia

_ Bio

Nata a Latisana (Ud) il 09. 08 1970, cresce a S. Michele al Tagliamento (Ve) dove tutt’ora vive e lavora. Sin da piccola respira in famiglia un clima artistico grazie all’attività grafica e pittorica del padre, sviluppando in tal modo una spiccata sensibilità verso le arti visive.

Intraprende così un percorso di studi artistici che, dopo la frequentazione della sezione di grafica e fotografia all’Istituto d’Arte di Udine, dove si diploma nel 1990, la conducono a concentrare maggiormente i propri interessi verso la pittura negli anni di studio all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove si diploma nell’estate del 1995 con una tesi in cui affronta il tema dell’alchimia nell’arte fino all’opera di J. Pollock. Da questi anni avvia un costante impegno artistico che si concretizza nella partecipazione a diverse esposizioni e nel coinvolgimento attivo all’interno delle iniziative artistico culturali di alcune associazioni, tra le più recenti: “Porto dei Benendanti“ di Portogruaro (Ve) e “Officine Creative” di Udine.

Nel 2006 consegue il diploma di grafico presso C.S.G. di Udine. Dal punto di vista professionale si è occupata di restauro di opere d’arte, attualmente opera nel settore delle Arti Visive e della Grafica, inoltre partecipa in modo costante ad esposizioni pittoriche, video e installazioni artistiche collettive e personali sia in Italia che all’estero.



_ esposizioni

_ Esposizioni

Personali:

  • 2017 – Divaga vestigia sparse, Biblioteca Civica, Sala espositiva, Pordenone;
  • 2017 – Impermanenza, Biblioteca Statale Isontina, Galleria Mario Di Iorio, Gorizia;
  • 2015 – Impulsi, PAB – Punto Arte Benandante, Portogruaro (Venezia);
  • 2014 – Diramazioni, Galleria La Roggia, Pordenone;
  • 2012 – Foyer della magnolia, Teatro Russolo, Portogruaro (Venezia);
  • 2012 – Libreria Prospettive, Gorizia;
  • 2012 – Autentiche pieghe – Centro Culturale Aldo Moro, Sala Appi, Cordenons (Pordenone);
  • 2012 – Velature – Battistero della Cattedrale e Museo Archeologico, Concordia Sagittaria (Venezia);
  • 2012 – Corpus#3 – Galleria Comunale d’arte Contemporanea Ai Molini, Portogruaro (Venezia);
  • 2011 – Corpus#2 – Pankratium Museum – Gmünd (Austria);
  • 2010 – Corpus – Punt WG – Amsterdam;
  • 2010 – Attraverso – Artestudio Clocchiatti – Udine;
  • 2010 – Studio Arkema, Portogruaro (Venezia);
  • 2008 – Respiri – Ass. Cult. Amici di Bambi, Porcia (Pordenone);
  • 2007 – Sento – Lanterna, Portograuaro (Venezia);
  • 2005 – WAT # 7 – spazio espositivo Wat, Portogruaro (Venezia);

Collettive:

  • 2017 – Libri di versi 9 – Museo Archeologico Minerario, Rio nell’Elba, Isola d’Elba (Livorno);
  • 2017 – Libri di versi 9 – Museo Nazionale Archeologico Concordiese, Portogruaro (Venezia);
  • 2017 – Padiglione Tibet – 57. Esposizione Internazionale Arte, Biennale di Venezia, Palazzo Zenobio, Venezia;
  • 2017 – Passi Interconnessi, Serravalle, Vittorio Veneto (Treviso);
  • 2016 – Lupanica 16 – Land Art, Muzzana del Turgnano (Udine);
  • 2016 – Libri di versi 8 – Museo Nazionale Archeologico Concordiese, Portogruaro (Venezia);
  • 2016 – A – Associazione Culturale A, Marano lagunare (Udine);
  • 2016 – PIERMARIO – Arti e identità in movimento, Sterpo di Bertiolo (Udine);
  • 2016 – Posta Benandante – Tribute to Piermario Ciani, PAB – Punto Arte Benandante, Portogr. (Ve);
  • 2016 – Acqua e Fango, Palazzo Chiabrera, Acqui Terme (Alessandria);
  • 2016 – Il Torso umano, Scuola Internazionale di Grafica, Venezia;
  • 2016 – No Man’s Land per Sine Linea, Palazzo Tartini, Pirano (Slovenia);
  • 2016 – Padiglione Tibet, Castello Visconteo, Pavia;
  • 2016 – Book Fair, Hamburg (Germania);
  • 2015 – Tutti i sogni dei viaggiatori – Onore alla Zelkova, Centro Intermodale, Latisana (Udine);
  • 2015 – Partenza Orchestrazione#23, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Portogr. (Venezia);
  • 2015 – Error 7th International Artist’s Book Triennial di Vilnius, Galleria Titanikas, Lithuania;
  • 2015 – 7th International Artist’s Book Triennial di Vilnius: Error, Museo Leone, Vercelli;
  • 2015 – Libri di versi 6, Antiche carceri, San Vito al Tagliamento (Pordenone);
  • 2015 – Book Fair, Lipsia (Germania);
  • 2014 – Libri di versi 6, Sala Civica di Palazzo Locatelli, Cormons (Gorizia);
  • 2014 – Libri di versi 6, Museo etnografico del Friuli, Palazzo Giacomelli, Udine;
  • 2014 – Viaggio a Nordest, Castello di Lendava (Slovenia);
  • 2014 – Libri di versi 6, Museo Archeologico Nazionale Concordiese, Portogruaro (Venezia);
  • 2014 – Ibridifogli, Pinacoteca provinciale, Salerno;
  • 2014 – Incrocio 5, Sala Veruda Trieste;
  • 2014 – Libri di versi 5, Antiche carceri, San Vito al tagliamento (Pordenone);
  • 2013 – Orchestrazione 21 R-Umori, Foyer della Magnolia del Teatro Russolo, Portogruaro (Venezia);
  • 2013 – Generazioni 3, Palazzo Cecchini, Cordovado (Pordenone);
  • 2013 – Libro d’Artista – Il gesto creativo e la parola. Per la giornata del contemporaneo, Villa Amoretti, Torino;
  • 2013 – Aquae, ex chiesa di S. Leonardo, Venezia;
  • 2013 – Libri di_versi 5, Museo Archeologico Nazionale Concordiese, Portogruaro (Venezia);
  • 2013 – Cartaria, Studio Arte Fuori Centro, Roma;
  • 2013 – Aquae, Galleria d’Arte Savoy, Bibione (Venezia)
  • 2012 – Libri Mai Mai Visti XVIII edizione, Ex Chiesa in Albis, Russi (Ravenna);
  • 2012 – Square, nell’ambito di 12.13, Cervignano del Friuli (Udine);
  • 2012 – II Biennale del Libro d’Artista, Sala delle Carceri, Castel Dell’Ovo, Napoli;
  • 2012 – Libri di_versi 4, Palazzo Locatelli, nell’ambito di Cormons Libri, Cormons (Gorizia);
  • 2012 – Micro&Book, Circuiti Dinamici, Milano;
  • 2012 – Orchestrazione 20×20, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Portogruaro (Venezia);
  • 2012 – Square, nell’ambito di Contemporanea duemiladodici, Udine;
  • 2012 – hEART(h), Art-port, Palazzolo dello Stella (Udine);
  • 2012 – Libri di_versi 4, Sala Antiqui Biblioteca Comunale, Concordia Sagittaria (Venezia);
  • 2012 – Libri di_versi 4, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea Ai Molini Portogruaro (Venezia);
  • 2012 – OUTART!, Cordenons (Pordenone);
  • 2012 – Flessibilità, Salone abbaziale, Sesto al Reghena (Pordenone);
  • 2012 – Rosa in quota, Palazzo Cecchini, Cordovado (Pordenone);
  • 2011 – Libri di_versi 3, Spazio espositivo Tilt, Cormons (Gorizia), nell’ambito di Cormons Libri;
  • 2011 – Orchestrazione 19, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea Ai Molini, Portogruaro (Venezia);
  • 2011 – Libri di_versi 3, Biblioteca comunale di Concordia Sagittaria (Venezia);
  • 2011 – Libri di_versi 3, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea Ai Molini, Portogruaro (Venezia);
  • 2011 – Pavesiamo Portogruaro (per i 150 anni dell’unità d’Italia), centro storico di Portogruaro (Venezia);
  • 2011 – Libri di_versi 2, Biblioteca comunale di Codroipo, Sala Bartolini, Codroipo (Udine);
  • 2011 – Aquamater, Villa Mocenigo, Alvisopoli di Fossalta di Portogruaro (Venezia);
  • 2010 – Libri di_versi 2, Spazio Tilt, Cormons (Gorizia);
  • 2010 – Orchestrazione 18, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea Ai Molini, Portogruaro (Venezia);
  • 2010 – Libri di_versi 2, Villa Mocenigo, Alvisopoli di Fossalta di Portogruaro (Venezia) ;
  • 2010 – Frau in der Kunst, Kongresshaus, Millstatt, (Austria);
  • 2010 – Art in farcpercorso d’arte nel bosco, Pian delle Farcadizze, Faedis (Udine);
  • 2010 – Notturni di_versi ’10 – Libri di_versi 2, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea “Ai Molini”, Portogruaro (Venezia);
  • 2010 – Notturni di_versi ’10 – Punti luce, Parco della pace, Portogruaro (Venezia);
  • 2010 – fast/slow – installazioni site specific presso Vivaio Bejaflor, Portogruaro (Venezia);
  • 2010 – Mail art project – limit, exchange, sign – centro storico di Portogruaro (Venezia);
  • 2010 – Identità – Sala consigliere del palazzo municipale, San Stino di Livenza (Venezia)
  • 2009 – Macchine inutili, presso il cinema Visionario di Udine;
  • 2009 – hEART(h), Art-port, Palazzolo dello Stella (Udine);
  • 2009 – Orchestrazione 17, Galleria ai Molini, Portogruaro (Venezia);
  • 2009 – Notturni di_versi 5 – Libri di_versi, Galleria comunale d’arte contemporanea “Ai Molini”, Portogruaro (Venezia);
  • 2009 – Notturni di_versi 5 – Punti luce, Parco della pace, Portogruaro (Venezia);
  • 2009 – In-emblema – percorso d’arte nel bosco, Pian delle Farcadizze, Faedis (Udine);
  • 2009 – Esposizione collettiva per l’inaugurazione del Teatro comunale Luigi Russolo – Foyer della Magnolia – Portogruaro (Venezia);
  • 2008 – Orchestrazione 16, Galleria ai Molini, Portogruaro (Venezia);
  • 2008 – DRIN! Dreaming road installation, Parco della Pace, Portogruaro (Venezia);
  • 2008 – Lungo i Bordi, esposizione/installazione itinerante:
  •         –  Palazzo Manzioli, Isola d’Istria (SLOVENIA);
  •         –  Biblioteca Isontina, Gorizia;
  •         –  Galleria Comunale d’Arte Contemporanea “Ai Molini”, Portogruaro (Venezia);
  • 2008 – Notturni di_versi 4 – Punti luce, Parco della pace, Portogruaro (Venezia);
  • 2008 – Incontriamoci a Pordenone, esposizione esterna, Galleria Vastagamma, Pordenone;
  • 2007 – Esposizione di libri oggetto presso il cinema Visionario di Udine;
  • 2007 – Il tempo dell’arte, Palazzo Gregoris, Pordenone;
  • 2007 – Orchestrazione 15, Galleria ai Molini, Portogruaro (Venezia);
  • 2007 – Notturni di_versi 3 – Punti luce, Parco della pace, Portogruaro (Venezia);
  • 2006 – EALL’ORA?, Loggia del Lionello, Udine;
  • 2006 – Woz 3, Ustica (Palermo);
  • 2006 – Spazio architettura expa, Palermo;
  • 2006 – Notturni di_versi 2 – Punti luce, Parco della pace, Portogruaro (Venezia);
  • 2005 – Woz 2, Riace (Reggio Calabria);
  • 2004 – Orchestrazione 13, Galleria ai Molini, Portogruaro (Venezia);
  • 2004 – Artists of fun – Selfportraits from the funtastic united nations, Artestudio Clocchiatti, Udine;
  • 2004 – Orchestrazione – European exchange, Ejea de Los Caballeros (Spagna);
  • 2003 – Esposizione ad “Orchestrazione n°11” presso la galleria comunale di arte contemporanea di Portogruaro (Venezia);
  • 2002 – Esposizione ad “Orchestrazione n°10” presso la galleria comunale di arte contemporanea di Portogruaro (Venezia);
  • 1999/2000 Esposizione e organizzazione della Vª edizione di “Arte in/contemporanea”, Latisana (Udine).
  • 1999/2000 Esposizione collettiva di mail art “Conto alla rovescia” presso Art Box di Latisana (Udine).
  • 1999 – Esposizione collettiva presso la Galleria Artestudio Clocchiatti di Udine.
  • 1999 – Esposizione “DIDIVUÊ” presso l’agriturismo Colonos, Villacaccia di Lestizza (Udine).
  • 1999 – Esposizione e segnalazione al 1° concorso “Carta Regalo d’Autore” premio Electa, presso la ditta Bofipack di Portogruaro (Venezia).
  • 1999 – Esposizione “Anteprima ‘99”, Galleria Artestudio Clocchiatti di Udine.
  • 1998 – Esposizione ed organizzazione per la 4ª edizione di “Arte In/Contemporanea”, Centro Polifunzionale, Latisana (Udine).
  • 1998-  Esposizione e premiazione per il 3° posto alla 24ª “Ex-Tempore Regionale di Pittura”, Ex Convento di S. Francesco, Pordenone.
  • 1997 – Esposizione “Antica Casa Valvasone Maniago”, San Foca (Pordenone).
  • 1996 – Realizzazione del percorso esterno per la 2ª edizione di “Arte In/Contemporanea”, Centro Polifunzionale, Latisana (Udine).
  • 1996 – Realizzazione di un murale alle scuole pubbliche di Bordano (Udine), per il “Progetto Pavees; Farfalle ed Insetti del Monte S. Simeone”.
  • 1995 – Esposizione “L’Arte degli Artisti”, palazzo Canciani Florio di Varmo (Udine).
  • 1994 – Esposizione “Pittura Palau”, Palau (Sassari).
  • 1994 – Esposizione “L’Incisione in Ludoteca”, Convento San Iseppo, Castello, Venezia.
  • 1993 – Esposizione “Incisioni da Leggere”, Galleria Nuova Icona, Giudecca, Venezia.


_ pubblicazioni

_ Pubblicazioni

Sue opere sono apparse in:

  • 2011 – Volume Sello 1959-2009, Una scuola per la vita, Forum Editrice Universitaria Udinese, Udine, pag.
  • 2009 – Notturni di_versi – L’ozio, antologia poetica, Nuova dimensione, Portogruaro, copertina e pagg. 58, 66.
  • 2008 – Kath’autón, n. 2 , Marzo 2008, Salamanca (Spagna), pag. 24
  • 2008 – Notturni di_versi – La leggerezza, antologia poetica, Nuova dimensione, Portogruaro, pag. 16
  • 2007 – Notturni di_versi, Nuova dimensione, Portogruaro, pag. 46
  • 2006 – World in dance – duo Comisso Piran, cover cd.

Come illustratrice ha pubblicato:

  • 2008 – Emma e la strega – I segreti della vecchia torre, edito dal Comune di Portogruaro, con testi di Roberta Ruggiero e Raffaele Silvestre
  • 2007 – Berto – I segreti della vecchia torre, edito dal Comune di Portogruaro, con testi di Roberta Ruggiero e Raffaele Silvestre


_ testi

_ Alessandra Santin (2012)

I corpipaesaggio di Silvia Lepore alludono alle scelte minimali della pittura dell’estremo oriente. Ridotto al minimo ogni frammento e avvicinato come sotto la lente di un potente microscopio e acquista dignità di lettura. Si spalancano in questo modo paesaggi materici di garze e gesso, che offrono imprevisti, e suggestioni inattese. Entriamo attraverso i rari elementi segnici in universi sbiancati. All’improvviso avvertiamo la possibilità del senso e del riposo. Su linee brevi ed essenziali possiamo indugiare a lungo e dimenticare. Le opere di Silvia Lepore sono visioni aperte, dunque flessibili, esorcizzano un ricordo che forse tormenta, ritornando ancora e ancora. Nella morbida dolcezza delle dune, lo sguardo coglie armonie e segue il movimento delicato e ondulatorio di questi corpipaesaggi che accolgono e contengono.

dal catalogo di flessibilità


_ Katia Toso (2012)

AUTENTICHE PIEGHE

“Il molteplice non è soltanto ciò che ha molte parti, ma è anche ciò che risulta piegato in molti modi […] come un derma messo a nudo”1 . Nel solco di questa analogia (di matrice filosofica barocca, come barocca è per molti versi la nostra epoca) si è sviluppata sin dagli esordi la ricerca espressiva di Silvia Lepore, sino a generare una crittografia segnica con la quale i ripiegamenti della materia corporea vengono individuati, accarezzati e scomposti sino a penetrare nelle pieghe infinite del sé. Tale crittografia si dipana ricorsivamente, nel suo farsi, per ossimori solo apparenti, come sono quelli che la piega contiene nella sua intima struttura, dove direzioni opposte vengono a contatto e vie analoghe si divaricano. A partire dalla sua aderenza al supporto di elezione: la garza, che ordina la realtà (visibile in trasparenza) attraverso le coordinate cartesiane della trama e dell’ordito, ma che pure la sovverte nello sfilacciamento organico dei bordi, nelle movenze ariose che increspano la tessitura e la rendono significante di esperienza. In questa rete la materia gessosa del pigmento, dapprima aggiunta con esuberanza, viene spianata dall’artista sino a vagliare le strutture filamentose che restituiscono l’idea di particolari anatomici e gli addensamenti di umori e calcificazioni, seguendo l’andamento delle pieghe piuttosto che definendo forme. Nel labirinto di queste inflessioni, che da territori inesplorati divengono microcanali percettivi, si annullano le distinzioni tra parte e tutto, grande e piccolo, fuori e dentro, regola ed eccezione, materiale ed immateriale; infinite possibilità di relazione si incarnano nelle ombre che da esse emergono sorprendenti sulle pareti con l’enigmaticità di un frottage alchemico. I codici sociali dello sguardo sono azzerati. La disposizione contemplativa che ci è richiesta, come raramente accade nelle logica effimera di molte esperienze estetiche contemporanee, è nella duplice dimensione dell’intensità e della durata. Se questa si avvera, attraversando la fragile mobilità dei frammenti liberamente sospesi cosí come custodendo l’iconicità preziosa dei lacerti inseriti in reliquiari di plexiglass, giunge alfine il momento euristico in cui affiora cosciente una percezione di autentica appartenenza.

1 Gilles Deleuze, La piega. Leibniz e il Barocco, Torino, Einaudi, 2004 [1990], pp. 5-6.


_ Chiara Tavella (2012)

Antinomie del corpo. O dell’esistenza

Dodici stendardi di garza, disposti in modo apparentemente disordinato ad occupare tutto lo spazio. Su sei di queste garze il gesso bianco disegna la ramificazione dei vasi sanguigni; sulle altre, particolari di corpo ingranditi oltre il normale. Sulle garze, anche, la proiezione di due video: in uno scorre la trama larga di un tessuto – ancora garza – tinta di rosso, cosí che il segno bianco degli stendardi si tinge anch’esso durante la proiezione; nell’altro si succedono movimenti lenti di un corpo nudo, parti di corpo, dettagli quasi irriconoscibili. Le proiezioni si frammentano su più piani, si moltiplicano in profondità, si sovrappongono, trascinando con sé l’ombra dei segni in gesso e andando infine a depositarsi sulla parete di fondo, in un fluire di immagini che diviene un continuum ormai del tutto astratto. Lo spazio stesso perde la sua concretezza, si tramuta in un alveo buio e incerto che risucchia lo spettatore, dove ci si inoltra guardinghi come in una selva oscura e luminosa insieme, una foresta “interna”, sanguigna, sotterranea, fatta di vene e arterie. Complice il suono: una pulsazione lenta che ha anch’essa qualcosa di interno, come il rumore di un sasso che cada nell’acqua fonda di un pozzo. La videoinstallazione riconduce al tema del corpo, che emerge con particolare urgenza e con una particolare connotazione nel corso degli anni ‘90, quando i progressi dell’ingegneria genetica – riassunti nel caso della pecora Dolly, clone di cui viene resa nota l’esistenza nel 1997 – pongono una seria ipoteca sull’unicità e l’individualità del corpo. Due anni prima, nel 1995, la 46esima Biennale d’arte di Venezia si era incentrata sulla mostra Identità e alterità, una ricognizione sul corpo umano nell’arte del secolo che si andava chiudendo, da cui emergeva un corpo ormai minato, indebolito fin nella sua più elementare funzione di ultimo argine dell’identità, recinto sgangherato entro cui a stento resiste una qualche parvenza dell’io – uno dei grandi temi del ‘900, questo della dissoluzione dell’individuo. Corpus#3 si inquadra in quest’orizzonte e ha radici lontane: nel corpo che fin da subito, dalla metà degli anni ‘90, è “il” tema della ricerca della Lepore, e nella garza che, desunta dalle esperienze di restauro, diventa dai primi anni 2000 il supporto principale del lavoro dell’artista. A questo si interseca sempre più spesso l’intervento video di Pellarin, che trova nella garza lo “schermo” ideale, proprio perchè non è uno schermo, ma un velo che lascia filtrare al di là l’immagine e permette di superare la bidimensionalità della proiezione, espandendo il video oltre il video, facendolo vivere nello spazio. Cosí nascono Corpus, videoinstallazione presentata nel 2010 ad Amsterdam, e Corpus#2, allestita a Gmünd (Austria), nel 2011. Cosí nasce Corpus#3, in cui il gioco antinomico, insito nel tema del corpo e nell’uso del video, si articola in molteplici polarità: – grande/piccolo: il corpo si fa piccolo di fronte all’ingigantirsi dei capillari, oppure grandissimo; mentre la sovrapposizione dei due video viene riproposta in un visore nascosto in una nicchietta della parete di fondo: micro e macro, l’uno specchio dell’altro; – materia/immaterialità: la raffigurazione del corpo, che è materia, è affidata al video, che è luce, ossia un medium per sua natura immateriale e per lunga tradizione sinonimo dello spirito; – fuori/dentro: le garze, che normalmente fasciano e nascondo il corpo, assumono il ruolo di un filtro trasparente, di un confine permeabile tra dentro e fuori, tra il mondo e l’io, di cui svelano l’essenza interna, l’ineluttabile fisicità del sangue che scorre; – sguardo/tatto: i video, le garze, i segni si “vedono”, il suono si “sente”, ma poi il senso che appare maggiormente coinvolto, anche se non in modo esplicito, è quello del tatto (anche questo un filo conduttore nel lavoro della Lepore): il gesto del corpo ripreso nel video è accarezzare, il suono ha a che fare con la pulsazione. L’installazione stessa è, nel suo insieme, un’esperienza prima di tutto tattile e solo in un secondo tempo conoscitiva: è un’opera in cui veniamo assorbiti dentro, che siamo costretti a sperimentare “sulla nostra pelle”, attraversandola come in un viaggio. In sintesi, corpo e spirito. La matrice platonica del pensiero occidentale, e in fondo anche il nostro senso comune, li ha sempre mantenuti distinti; qui invece si fondono nell’esperienza della corporeità, dell’essere corpo, sangue, carne, pelle; qualcosa che è per sua natura corruttibile e transeunte, ma che resta l’unico terreno possibile su cui fiorisce l’esistenza; l’unico, il corpo, a poter essere sfiorato da una carezza.

Dal catalogo di A quattro mani


_ Paola Voncini (2012)

Una composizione di tondi dal titolo “Drops” è l’opera presentata da Silvia Lepore, che da una decina di anni lavora con la garza, sulla quale, dopo una lunga preparazione, stende un leggero strato di stucco che poi utilizza come base per l’intervento pittorico. E sono “gocce”, frammenti di sé, piccoli dettagli corporei che vengono rappresentati zoomati sulla trasparenza della garza, creando un gioco di luce ed ombre, colore e diafanità, elementi che divengono essi stessi parte integrante dell’opera. Un senso di fragilità che scopre la precarietà dell’essere umano.

dal catalogo di “Rosa in quota”


_ Francesca Agostinelli (2010)

Attraverso
 
Un unico grande tema, indagato e declinato nei modi della scultura, della pittura, dell’installazione, del video. Ma per Silvia Lepore la grande indagine è leggera, priva del fardello di chi si addentra nei campi senza bordi e culturalmente melmosi che storicamente hanno in-definito la nostra natura. Che è quella umana bipolare, ora avversa, ora concorde, ora ammiccante a una dualità riconosciuta, affermata e negata nei corsi e ricorsi della storia del pensiero. 
Per Silvia Lepore la questione è diretta, a pelle. L’artista parte infatti dal corpo, come territorio in cui giocare la partita del sentire e volgere l’esperienza a vissuto, in un inarrestabile scambio con il mondo esterno che fa di ciascuno di noi uno. E non altro.
Silvia allora comincia da sé e sgrana parti corporee mai ferme, fermate piuttosto qua e là a indicare nel loro continuo modificarsi l’instabilità mutevole della nostra contemporanea identità. Plasmata al gioco dolce e aspro del tempo che va, come noi andiamo, a comprendere attraversamenti, passaggi, così da definire da un nostro essere fisico un noi interiore. Che non è più, per Lepore, aprioristica o metafisica realtà ma sostanza in formazione perenne, derivante dalla mappatura delle esperienze che in modo unico il nostro corpo consente, trattiene, rilascia in un continuo farsi e disfarsi che fa e disfa ciò che qui e ora siamo.
La bocca, gli occhi, la pelle, sono evocati da garze, plexiglass e materiali trasparenti; da installazioni leggere che offrono immagine di un procedere teso a suturare ataviche polarità, a rammendare bordi, in un oscillare tra sponde con lo slancio lieve e il respiro sicuro di chi non conosce vertigine.
Si muove Silvia tra materiali che scavalcano il ruolo di supporto, di mezzo, per farsi soggetto attivo di un racconto ove l’attraversamento, il passaggio, l’interferenza diviene cardine visivo di un itinerario di ricerca. Ove la fisicità della porzione corporea si stempera al filtrare della luce per consentire l’apertura ad altro e sconfinare dalla propria chiusa definizione verso tenitori nuovi e diversi.
Lepore indaga le pieghe del vissuto fisico, avvalora i sensi nelle loro radicali possibilità. A ciascuno riferisce un colore: dell’occhio è il bianco della lontananza e della contemplazione di distanze irraggiungibili. Il rosso è il colore dell’immersione totale, della partecipazione fisica profonda, che conduce alle emozioni e alle passioni più coinvolgenti. Il nero -non colore direbbero alcuni- nega la percezione ed è per Lepore elemento di azzeramento che consente la rinascita e il ricominciamento di ogni individuale esperienza.
Si genera allora un’arte non inscrivibile nei suoi risultati, ma ricca di tensioni che valicano il perimetro dell’opera finita. La ricerca è parte di un contemporaneo silenzioso, ma argomenta problematiche stringenti; fuori dal clamore è tesa alla concentrazione, ma emana un fascino composto, sottile seducente; rifugge, nella sua indubbia bellezza, ogni estetismo e ogni autoreferenzialità per abbracciare le ragioni analitiche e profonde dell’espressione artistica contemporanea. 

testo pubblicato nel catalogo di Attraverso – Artestudio Clocchiatti – Udine



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